In cosa crediamo

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In cosa crediamo 2018-12-12T17:03:57+00:00

IN COSA CREDIAMO

La GE.S.A.C. (Gestione Servizi Acli Cuneo), Società Cooperativa nasce nel 1990 come impresa sociale delle A.C.L.I. (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) di Cuneo, di qui, inizia un progetto che è soprattutto un idea di sviluppo di un’impresa sociale che basa le proprie azioni sulle idee sviluppate nel mondo aclista.

… è’ importante conoscere e custodire le proprie radici, rileggerne insieme i valori, le fatiche e le speranze. Ricordare il passato per costruire il futuro. “Non so se faremo un tentativo destinato a fallire o se faremo un esperimento di portata storica. Abbiamo il merito di aver affrontato un grande compito”. Pensando ad Achille Grandi (fondatore delle ACLI nazionali), oggi possiamo certamente dire “Ancora un grande compito!

Dino Penazzato (terzo presidente ACLI nazionale), può così affermare, in un discorso ricordato nella storia aclista come quello delle tre fedeltà, che: “Una triplice fedeltà guida e illumina il nostro cammino di oggi e di sempre: 

  • fedeltà alla classe lavoratrice, che c’è facile e naturale perché siamo lavoratori. E’ la fedeltà ai sacrifici e alle lotte di ieri, ai sacrifici di coloro che ci hanno preceduto;
  • fedeltà alla democrazia, come la strada che consente ogni sviluppo e garantisce il progresso nella dignità;
  • fedeltà alla Chiesa: la splendida fedeltà nella verità. Fedeltà a un insegnamento morale che pone le basi di ogni rapporto tra gli uomini, che ispira il superamento degli egoismi, la sola via per costruire per sempre.”

Essere fedeli ai lavoratori oggi vuol dire attenzione costante a tenere insieme politiche del lavoro e politiche di cittadinanza; considerando il lavoro come fondamentale affermazione della dignità dell’uomo, di ogni uomo. Avendo attenzione privilegiata alla condizione di chi più fatica, agli emarginati, agli ultimi (a coloro che con tragico termine oggi Papa Francesco definisce “scarti”) costruendo reali strategie di pari opportunità (Ripensiamo “La cattedra dei piccoli e dei poveri” indicata da padre Pio Parisi).

 Essere fedeli alla democrazia, richiede oggi molto più di un’adesione convinta al metodo democratico e alle istituzioni repubblicane. Esige di contribuire all’invenzione di nuove regole e di nuove istituzioni. Esige un processo di riforme partecipato che renda possibile un sistema di autonomie che diano reale corresponsabilità ai mondi vitali del nostro tessuto sociale (sto pensando anche alle Acli). Permetta la reale partecipazione di cittadini responsabili. Di più. Costruisca le condizioni affinché tutti, riacquistando fiducia, sentano la necessità di divenire cittadini responsabili.

Essere fedeli alla Chiesa è forse oggi l’impegno più difficile ed esigente.

L’ispirazione cristiana è per noi un riferimento culturale e un insieme di valori che orientano la nostra azione.

Se riusciremo a “… non preoccuparci di occupare spazi, ma di aprire processi …”, allora sarà: “Ancora un grande compito”.